Un sondaggio Deloitte rivela, a sorpresa, che gli automobilisti considerano migliore l'auto "verde" rispetto ai modelli tradizionali. Nel mondo, i più favorevoli sono i paesi emergenti, Cina e Brasile su tutti. Ma le aspettative dei consumatori sono alte
Non c'è nulla da fare. Gli automobilisti italiani preferiscono le macchine che sanno andare forte. Da subito, non appena giri la chiave dell'accensione. A raccontarlo sono gli esperti di Deloitte, la società di consulenze che ha appena presentato la terze edizione dell'Osservatorio sull'auto elettrica, Ed è una delle ragioni per cui, non senza qualche sorpresa, emerge come il "sentiment" degli italiani nei confronti dei veicoli "verdi" non solo sia positivo, ma nel complesso è addirittura superiore alle auto ad alimentazione tradizionale. E ben al di là della prospettiva di pagare non più di una ventina d'euro il pieno contro i 100 e passa di un viecolo a benzina.
Gli esperti di Deloitte hanno lavorato su due fronti. Il primo riguarda le economie più sviluppate del pianeta, dove hanno lavorato su specifici questionari distribuiti a 13mila automobilisti in 17 paesi, Italia compresa. E sul nostro paese hanno sviluppato uno studio ulteriore basato sull'esame di oltre 8mila contributi presenti su Internet, relativi a siti automotive ma anche generalisti. Da questa seconda ricerca, emerge che uno degli aspettti che più colpisce l'automobilista è la migliore guida di un veicolo elettrico rispetto a uno tradizionale. Per la facilità con cui il motore riesce immediatamente a sviluppare tutta la sua potenza, senza dover accellerare a strappi.
Ecco perché, in una votazione da 1 a 5, gli automobilisti italiani alla voce "guidabilità" assegnano 4,09 ai veicoli verdi contro 3,94. Se non vi sembra molto sappiate che alla voce "fabbricazione" l'elettrica è in vantaggio per 4.18 a 3,96 e il divario sale ancora di più alla voce "rapporto qualità/prezzo" con 4 a 3,67. La macchina a benzina o diesel è davanti per quanto riguarda il confort (4,02 a 3,89), l'estetica (4 a 3,93) e la performance (4,23 a 3,98). Sulla parità la tenuta di strada (4 a 4,05). ma quello che conta, alla fine, è il dato complessivo: l'auto elettrica batte la tradizionale per 4,13 a 3,99.
Il problema, se così stanno le cose, si trasferisce sui produttori. Perché, come spiega Marco Martina, partner di Deloitte esperto di automotive "le aspettative dei consumatori sono molto alte. A cominciare dal design. la richiesta è che si torni a modelli personalizzati e si abbandoni il disegno che, al momento, rende le auto un po' tutti eguali. Non solo: in Italia, ma anche altrove nel mondo, l'auto elettrica non viene percepita come la vettura di città, ma un auto con una sua autonomia. Infine, gli automobilisti chiedono che le batterie escano dal controllo dei costruttori auto per arrivare a processo di standardizzazione".
Lo studio rivela anche una panoramica più complessiva sugli automobilisti in giro per il mondo. Se il Giappone è il paese che si rivela più sensibile al tema (non a caso i costruttori nipponici sono quelli che hanno i progetti industriali più avanzati), India Brasile e Cina sono considerati i paesi più realisti e i più aperti al passaggio all'auto elettrica. "Ma non deve sorprendere - è al spiegazione di Martina - perché così come è accaduto nelle tlc dove i paesi con meno reti disponibili hanno anticipato il passaggio ai cellulari e al wifi, lo stesso potrà avvenire con l'automobile". L'Osservatorio Deloitte rivela come in questi paesi gli automobilisti accetterebbero auto con un autonomia più limitata e tempi di ricarica più alta rispetto alla media del sondaggio.
Anche in questo caso, le aspettative degli italiani sono più alte: solo il 32% degli automobilisti del nostro paese accetterebbe un'autonomia inferiore ai 160 chilometri. Un ultimo dato interessante riguarda i costi: complessivamente, gli automobilisti si attendono un prezzo relativamente contenuto. "La maggior parte dei potenziali First Movers - si legge nel rapporto Deloitte - di Argentina (78%), India (74%) e Italia (66%) si attendono un prezzo di acquisto inferiore ai 15mila euro".
Il rapporto viene presentato martedì 29 a Milano, dalle 9, all'Auditorium di via Pantano 9, in collaborazione con Assolombarda e Unindustria.
FONTE: Luca Pagni (repubblica.it)








